Ciao Capitano!

In poche ore, la notizia della sua scomparsa, ha fatto il giro della città, provocando grande cordoglio non solo tra gli appassionati sportivi. Si è spento ad 84 anni Bruno Zanussi, il capitano del grande Vittorio, quello che negli anni sessanta richiamava migliaia di spettatori allo stadio di via Celante (via Buonarroti ancora non esisteva). Erano le annate della serie C (un ritorno dopo le stagioni negli anni ’40) quando la società rossoblù presieduta da Gino Cettolin si misurava senza paura con realtà calcistiche ben più blasonate come Pescara, Verona, Chieti, Forlì, Anconitana, Cremonese e Treviso tra le altre.
Vittoriese doc, “spazzatutto”, come era soprannominato, dopo la trafila nelle giovanili, venne promosso in prima squadra all’età di vent’anni ed ottenne tre promozioni consecutive dalla prima divisione sino alla serie C appunto. All’inizio della sua carriera Zanussi si destreggiò bene come attaccante tanto che quando debuttò contribuì alla scalata al campionato di Promozione con undici reti in ventidue presenze. Ben presto però preferì arretrare e ricoprire il ruolo di terzino destro, che gradiva molto di più e che lo consacrò grazie alla sua grinta da vendere, marcatore arcigno e roccioso. Nelle tre stagioni di serie C totalizzò 36 presenze ma il suo ricordo sportivo rimarrà sempre legato ad un episodio singolare che, rievocato ora ai tempi del VAR, fa davvero sorridere. Domenica 10 febbraio 1962, come racconta il professor Ido Da Ros nel libro “Il grande Vittorio”, i rossoblù ospitano la Mestrina nel match clou di giornata. In quel giorno lo stadio vittoriese si riempì di oltre cinquemila spettatori (record assoluto della storia del calcio Vittorio). Ad inizio ripresa Bertolani, portò in vantaggio la formazione di mister Salar. Tutto ciò significava vetta della classifica per il Vittorio. Al 33′ della ripresa il memorabile fattaccio: il temuto attaccante ospite Vomiero, che per tutto l’incontro era stato ben controllato da Zanussi, sfugge alla marcatura del capitano vittoriese e conclude di poco a lato tanto che la sfera, dopo aver colpito il paletto di sostegno della rete di porta, rientra in campo. Lo scampato pericolo induce Zanussi a raccogliere il pallone con le mani ed a porgerlo al portiere De Benedet per il rinvio da fondo campo. Tra lo stupore generale invece, il direttore di gara, uno dei più “gettonati” della categoria, tale Giunti di Arezzo, che poi farà carriera sino alla massima serie nazionale, decretò il calcio di rigore a favore della Mestrina. Il match si concluse in parità e l’arbitro fu costretto ad abbandonare l’impianto di gioco da un’uscita secondaria e con l’ausilio dei carabinieri.
La morte del “capitano” ha lasciato nel dolore con gli sportivi vittoriesi la moglie Marisa, i figli Antonella e Mirko, i nipoti e quanti lo conoscevano. Dopo il rito funebre la salma è proseguita per la cremazione.

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